Progetto di valorizzazione della filiera agricola delle piante officinali e alimurgiche con il coinvolgimento di 40 imprese del settore interessate a un percorso di innovazione digitale e marketing agroalimentare.
Dalle erbe spontanee della tradizione alimentare alle piante officinali usate per il benessere, una filiera antica può diventare oggi un laboratorio di innovazione, sostenibilità e nuove opportunità di mercato.
È questa la sfida della nuova edizione di SMAQ Veneto – Strategie di Marketing per l’Agroalimentare di Qualità, promossa da Fondazione Cariparo e Fondazione Cariverona nell’ambito dell’esperienza di Filiera Futura: accompagnare fino a 40 piccole e medie imprese agricole delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Verona e Vicenza in un percorso dedicato alla valorizzazione della filiera delle piante officinali e alimurgiche, attraverso competenze digitali, comunicazione, marketing e nuovi strumenti per accedere ai mercati.
Il progetto si rivolge a piccole e medie imprese agricole già attive nella filiera delle piante officinali e alimurgiche, o interessate ad avviare un percorso di conversione produttiva verso questo mercato.
Le imprese selezionate entreranno a far parte di una community SMAQ Veneto, composta da un massimo di 40 realtà, che saranno accompagnate nello sviluppo di competenze legate alla comunicazione digitale, alla valorizzazione dei prodotti e alla conoscenza di nuovi strumenti e mercati per la commercializzazione di produzioni locali ad alto valore aggiunto.
Le imprese agricole interessate a entrare nella community SMAQ Veneto potranno presentare candidatura entro le ore 13.00 del 30 settembre 2026, compilando i moduli disponibili sul sito della Fondazione.
Il percorso prevede il supporto di figure professionali dedicate: un Project Manager, due Digital Ambassador Senior e fino a 4 Digital Ambassador Under 35, selezionati attraverso una call specifica. I Digital Ambassador avranno il compito di affiancare le imprese partecipanti nel percorso di trasformazione digitale, proponendo soluzioni innovative e contribuendo alla realizzazione delle attività programmate.
Dovranno essere domiciliati in una delle cinque province coinvolte, con formazione ed esperienza nei settori del marketing e della comunicazione digitale. Ai candidati selezionati sarà affidato un incarico della durata di 18 mesi, con un impegno continuativo di almeno 16 ore settimanali.
Le candidature per la selezione dei Digital Ambassador sono aperte fino alle ore 13.00 del 31 agosto 2026.
«Con questa nuova edizione di SMAQ Veneto» – sottolinea Rosario Rizzuto, Presidente di Fondazione Cariparo – «proseguiamo un lavoro che mette insieme innovazione, competenze e valorizzazione delle vocazioni produttive del territorio. Le piante officinali e alimurgiche rappresentano una filiera con potenzialità importanti, perché uniscono qualità agricola, saperi locali, sostenibilità e nuove opportunità di mercato. Il progetto guarda inoltre ai giovani, coinvolgendo Digital Ambassador che metteranno le proprie competenze a disposizione delle imprese e che potranno vivere un’esperienza professionale qualificante. Il ruolo della Fondazione è favorire percorsi di sistema: accompagnare le imprese, rafforzare le competenze digitali, creare connessioni tra territori e rendere più competitive produzioni che possono generare valore economico, ambientale e sociale per le nostre comunità».
«L’agrifood» afferma il Presidente di Fondazione Cariverona Bruno Giordano «è uno degli ambiti sui quali Fondazione Cariverona investe con convinzione, perché rappresenta un patrimonio di competenze, identità e capacità imprenditoriale che merita di essere accompagnato verso nuove opportunità di crescita. Con SMAQ Veneto vogliamo offrire alle imprese strumenti concreti per affrontare questa sfida, facendo del digitale una leva per rafforzarne la competitività e la capacità di dialogare con mercati sempre più evoluti. Allo stesso tempo, scegliamo di valorizzare il talento di giovani professionisti che, affiancando le aziende, possono accelerare i processi di innovazione e favorire uno scambio di competenze capace di generare valore per l’intero territorio».