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Rinasce a Rovigo la torre piezometrica: un nuovo spazio immersivo per raccontare il viaggio dell’acqua

Un progetto di rigenerazione urbana restituisce alla città la sua storica torre piezometrica, trasformandola in un’esperienza immersiva che intreccia memoria, tecnologia e sostenibilità per guidare i visitatori lungo il viaggio dell’acqua.

Un simbolo della città che torna a nuova vita grazie a un progetto che unisce rigenerazione urbana, cultura e innovazione.

È stato presentato alla città il nuovo percorso espositivo multimediale che sorgerà all’interno della torre piezometrica della sede Acquevenete di Rovigo, parte integrante dell’intervento di ristrutturazione complessiva dell’edificio.

La trasformazione della torre in uno spazio di narrazione, educazione e coinvolgimento dedicato all’acqua è resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Cariparo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’ATO Polesine. Un’alleanza istituzionale che mette al centro un bene essenziale, la sua tutela e la sua gestione responsabile.

Un luogo educativo e culturale dedicato all’acqua, un bene comune che racconta l’identità del territorio e invita a riflettere sulle sfide ambientali del futuro.

La torre piezometrica, storica infrastruttura e elemento identitario del paesaggio rodigino, diventa un luogo aperto alla città: un percorso che racconta il viaggio dell’acqua, dalla sua origine nelle falde alla distribuzione, fino alla restituzione all’ambiente e alle sfide future legate alla sostenibilità.

Un investimento per la città

Il progetto, del valore complessivo di 2,8 milioni di euro, comprende la riqualificazione della torre, la realizzazione del nuovo percorso multimediale, la valorizzazione degli spazi verdi e degli accessi alla sede. Il progetto valorizza il dialogo tra architettura e territorio, integrando verde, spazi aperti e nuove tecnologie digitali per offrire un’esperienza educativa accessibile e coinvolgente, pensata in particolare per scuole, famiglie e giovani.

Con questo progetto restituiamo alla comunità un bene identitario, trasformando un’infrastruttura dismessa in un luogo vivo di partecipazione e formazione. È un intervento che tiene insieme tre temi per noi prioritari: rigenerazione urbana, valorizzazione del patrimonio storico‑culturale e vocazione educativa.

– Cesare Dosi, Vice Presidente Fondazione Cariparo